Ma per ottenere un’ottima caffettiera fumante occorrono pazienza, esperienza e qualche accorgimento. Non è semplice come sembrerebbe!

In Europa nell’antichità il caffè non era conosciuto, proprio perché non vi cresceva la pianta. Dall’Etiopia, alla fine del 1500, gli esploratori descrissero questa nuova specie botanica e ne importarono i frutti, per studiarli più approfonditamente. Oggi il caffè viene coltivato in diverse regioni tropicali, ma non tutti sanno che la pianta del caffè può essere tenuta anche nei nostri appartamenti, perché è elegante e molto ornamentale.

Naturalmente le piante coltivate in vaso non daranno i frutti dai quali si ricaveranno i profumati chicchi.

Il gusto del caffè che centelliniamo ogni giorno nella nostra tazzina dipende dal grado di tostatura dei chicchi: se la tostatura è leggera il colore dei chicchi e del prodotto macinato sarà più chiaro. Il caffè avrà così un gusto meno morbido ed intenso.

Nel caso di una tostatura media, anche il sapore della nostra bevanda diverrà più armonico ed equilibrato. Se invece la tostatura è forte il caffè risulterà forte ed il colore particolarmente scuro.

Il nome moka deriva da una località che si trova nello Yemen, Mokha, da dove si favoleggia provenga il caffè più buono del mondo. Ma questo dipende dai gusti di ognuno di noi. Ricordiamo che se l’acqua del nostro rubinetto contiene grandi quantità di cloro, o altre componenti, il caffè che prepareremo potrebbe avere un gusto poco gradito. In questo caso utilizziamo acqua minerale non addizionata con gas.

Il caffè nella moka dovrebbe essere distribuito in modo omogeneo, ma non pressato. Nel monticello di caffè praticheremo aiutandoci con uno stuzzicadenti tre fori verticali formando un triangolo. Avvitiamo con cura la moka e mettiamola sul fuoco basso. Perché con un po’ di pazienza il caffè risulterà un vero capolavoro! Ma se il caffè non ci viene bene al primo colpo, non incolpiamo per forza il destino avverso! Le cose più semplici a volte risultano complicate, ma come nel caso di un buon caffè, non arrendersi vale la pena.

Un ultimo accorgimento: prima di versarlo, proviamo a mescolare il caffè direttamente nella caffettiera, per renderlo di concentrazione omogenea.

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