Per raggiungere la costa bresciana del Lago di Iseo da Sud percorriamo l’autostrada A4 Milano Brescia con uscite alla tangenziale di Brescia Caselli, Ospitaletto, Paderno Franciacorta oppure Rovato e proseguendo sulla ss 510 seguendo le indicazioni stradali. La zona è servita anche da una piccola linea ferroviaria che parte dalla stazione di Brescia e costeggia il lago, per poi inerpicarsi sulle montagne.

Un fascino aristocratico, quello del lago d’Iseo, che ammaliò nel passato l’elegante George Sand. Con lei villeggiarono lo scrittore Alfred De Musset e l’indimenticabile Chopin. La visita alle sue rive parte da Iseo, una piccola cittadina raffinata e ricca di suggestione. Le viuzze di Iseo si aprono improvvisamente su raccolte piazzette, ma tutte portano alle rive del lago.

Immancabile una visita all’antico Castello degli Oldofredi, sorseggiare una dolce cioccolata calda in Piazza Garibaldi e arrivare a Piazza del Sagrato. Lì entriamo subito nella pieve di Sant’Andrea che custodisce l’impressionante dipinto chiamato “Danse Macabre”.

Continuando la nostra visita alle sponde bresciane del Lago d’Iseo arriviamo a Pisogne. Ci attende una sosta alla suggestiva Chiesa della Neve, che risale al 1400. L’abbondanza di vigneti ci ricorda che ci troviamo in una delle zone vinicole più famose d’Italia: la Franciacorta. Diverse cantine offrono degustazioni degli ottimi vini, accompagnate da squisiti salumi di produzione locale.

Ma le bellezze architettoniche continuano con la possibilità di ammirare stupende ville, quali Villa Lechi e Villa Erbusco. Non dimentichiamo inoltre il castello medioevale di Passirano, risalente all’anno 950, la cui struttura  ben conservata si erge imponente e solitaria.

Queste terre ricche di sorprese non finiscono di stupirci. Con il bel tempo autunnale non manchiamo di godere dei colori della natura visitando la riserva naturalistica delle Torbiere, a Provaglio.

Vi si possono ammirare rari esemplari di avifauna che godono di un habitat ricco di vegetazione acquatica. La tradizione gastronomica locale ci mette subito voglia di assaggiare infinite squisite proposte. Ottimi i risotti, tra i quali scegliamo il riso alla “pitocca”, detto anche “minestra sporca”. Da assaggiare anche la pasta fatta a mano, dai nomi suggestivi quali gli “gnocarei” un tipo di gnocchetti, gli “brofadei” e le “mariconde”.

Prelibata la polenta, servita pasticciata o con selvaggina. Anguilla ai ferri, oca ai ferri, verzata. Che acquolina!

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