Gli scacchi sono uno dei passatempi più longevi, conosciuto in tutto il mondo. Famosi non solo per la loro particolarità e la loro storia, ma anche per i benefici che possono procurare a chi li praticano.

Vi sono diverse storie che avvolgono la nascita degli scacchi le cui origini risalgono al VI secolo circa. Una leggenda abbastanza diffusa narra che l’inventore di questo gioco sia stato un indiano, Sissa Nassir. Si trattava presumibilmente di un mercante che aveva risposto all’appello del marhaja il quale, nonostante le ricchezze in suo possesso, era sempre annoiato e aveva quindi chiesto pubblicamente di trovare una soluzione che lo facesse tornare a divertirsi.

Nassir gli presentò così la prima versione degli scacchi e il marhaja ne rimase estremamente colpito. Decise di premiare l’inventore il quale rispose con una richiesta particolare. Essendo la tavola degli sacchi composta da 64 caselle, egli chiese un chicco di riso per la prima casella, due per la seconda, quattro per la terza e così via. Inizialmente il marhaja era stupito dalla modestia della ricompensa ma quando capì che in realtà la quantità di riso richiesta era pressoché infinita, fece giustiziare Nassir.

Dall’India il gioco degli scacchi è poi arrivato fino in Occidente intorno all’anno 1000 d.C., dove ha riscosso tantissimo successo non solo come gioco ma anche come stimolo per la creatività degli artigiani che cominciarono a creare tavole e pezzi meravigliosi, come gli scacchi di Lewis, risalenti al XII secolo, così originali da essere ripresi anche nel film di “Harry Potter e la pietra filosofale”.

Gli scacchi, che dal 1927 sono considerati un vero e proprio sport, con un regolamento e Olimpiadi tenute ogni due anni, hanno conquistato da subito le menti di chiunque vi si approcciasse grazie soprattutto ai benefici che procurano ai giocatori assidui, in particolar modo se bambini. Ciò non esclude che praticare questo sport da adulti o anziani non apporti dei miglioramenti. Diversi sono gli studi condotti che spesso riconoscono benefici sotto diversi punti di vista. Oltre a stimolare la logica, sembra che gli scacchi aiutino a rafforzare la memoria. Un confronto tra giocatori principianti ed esperti dimostra che, mentre i primi sfruttano la cosiddetta “codifica della novità” che mette in atto una strategia basata sull’affrontare la partita mossa per mossa, i secondi lavorano sulla memoria per ricordare momenti di partite già giocate per affrontare quella che si sta svolgendo utilizzando quindi mosse efficaci già incontrate.

La memoria non è l’unica a migliorare. Molti vantaggi sono stati riscontrati anche nella concentrazione. Le partite di scacchi possono essere molto lunghe e l’attenzione richiesta deve essere continua poiché un minimo errore può ribaltare la situazione portando l’avversario anche alla vittoria. Ovviamente sono legate anche competenze che riguardano la pazienza poiché tanti fattori durante una partita possono mettere a dura prova i giocatori che devono infatti lavorare sul proprio autocontrollo per gestire al meglio la situazione senza lasciarsi distrarre dal nervosismo.

Molto importante è anche la creatività. Gli scacchi non sono solo ragionamento e organizzazione ma per portare avanti lo scontro bisogna ingegnarsi e stupire l’avversario così da coglierlo di sorpresa e aumentare le possibilità di vittoria.

Nonostante il suo essere antico, non è stato difficile pensare gli scacchi nello schermo. Moltissime sono infatti oggi le app per smartphone, tablet e pc che lo vedono come protagonista. Il gioco diventa così accessibile a chiunque che, con voglia di imparare e una bella dose di pazienza, potrà migliorarsi e mettersi alla prova, in qualunque posto e momento.

Questa attività, è ormai noto, giova tantissimo alla nostra mente. Ed è davvero stupefacente notare i miglioramenti nelle nostre capacità cognitive. Come per molte altre attività, gli scacchi sono davvero utili per i bambini che apprendono con maggior facilità non solo a giocare ma a migliorare delle competenze utili in diversi aspetti della vita: scolastica, lavorativa, ma anche relazionale. Per affrontare una partita infatti devono sfruttare tutte le proprie capacità, per questo anche l’autostima, elemento fondamentale nella vita, ne risente positivamente.

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