Sino al 1500, quando il pomodoro in Europa era un frutto ancora sconosciuto, i condimenti principali nella gastronomia erano principalmente una “salsa bruna” e una “salsa bianca” come la besciamella. La prima a base di vino, spezie e panna, si usava per insaporire le carni che spesso al momento della cottura non erano più freschissime, dunque si cercava di coprire l’eventuale olezzo con ricche salse speziate.

Il pomodoro veniva coltivato anticamente in Perù e Messico e in seguito alla conquista di queste terre venne portato in Europa. Ma solo nel 1800 si avrà il primo gustosissimo abbinamento di pasta con la salsa di pomodoro, venduta nei vicoli di Napoli come alternativa agli spaghetti in bianco “cacio e pepe”.

Verso la fine del Settecento fu inoltre inventato il modo per conservare i cibi per mezzo dell’inscatolamento. Questo metodo rivoluzionario permise un utilizzo sempre maggiore della salsa di pomodoro, che verrà utilizzata in Italia anche per condire le prime pizze.

Oggi abbiamo la possibilità di scegliere tra oltre 4000 varietà di pomodoro, a seconda dell’uso alimentare desiderato. Per preparare le salse la varietà più indicata è la nota San Marzano, polposa e moderatamente acida.

Ramato, Perino, Cuore di Bue, Ciliegino, Costoluto, Sardo, sono solo alcune delle tipologie di pomodoro che troviamo in commercio.

Ottimo e davvero indispensabile per il nostro benessere, talvolta il pomodoro non è però gradito ai nostri bambini. Un suggerimento: proviamo a proporre anche la versione in succo, condita con sale e poco pepe.

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