Per le strade di Torino circola un bus alimentato a energia solare. Una sperimentazione nata per accrescere l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale degli autobus per il trasporto collettivo. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto SIMEBUS - SunlIgth ModulEs for BUS sviluppato da Acta, Mect, dal Politecnico di Torino, con la collaborazione tecnica del Gruppo Trasporti Torinesi (GTT) e del MESAP, Polo di innovazione della Meccatronica e dei Sistemi Avanzati di Produzione. I primi test dimostrano che SIMEBUS contribuisce alla riduzione del consumo di combustibile, dell’emissione di inquinanti e di gas serra. Grazie all’evoluzione della tecnologia del fotovoltaico, oggi è possibile avere dei pannelli sottili, leggeri, di ridotte dimensioni, molto efficienti.
 
Caratteristiche che li hanno resi utilizzabili nel progetto SIMEBUS. I pannelli, infatti, sono incollati sul tetto del veicolo. Il sistema sfrutta un alto livello di integrazione di diverse tecnologie: quella dei pannelli fotovoltaici, l’elettronica per l’ottimizzazione dell’output dei pannelli solari in presenza di ombreggiamenti variabili, l’elettronica di controllo e di adattamento per la carica di batterie.

La presenza dei pannelli determina un surplus energetico che ha diversi vantaggi: integra la produzione di energia elettrica degli alternatori, sgravando il motore dal relativo consumo; evita il deficit di produzione degli alternatori stessi (e la conseguente mancanza di carica delle batterie) causato dalle condizioni di funzionamento a basso regime del motore nel ciclo urbano; consente quindi un utilizzo contemporaneo di tutti i servizi elettrici di bordo, senza pregiudizio per la carica delle batterie; consente infine, nelle fasi di arresto motore durante le soste al capolinea, di ricaricare le batterie, evitando di dover ricorrere a sistemi esterni di batterie ausiliarie. Il sistema è installabile sui veicoli esistenti e su qualsiasi veicolo destinato alla mobilità urbana ed extraurbana. Il progetto SIMEBUS ha avuto un costo di 1,4 milioni di euro cofinanziato al 40% dalla Regione Piemonte grazie ai Fondi Strutturali dell’Unione Europea.

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