Secondi
Per 2 porzioni
Brave in cucina

La carne di faraona è più saporita di quella del pollo, piace solitamente agli amanti della selvaggina. Ottima alternativa al pavone arrosto e al fagiano che non mancavano nei deschi eleganti del Rinascimento. Un piccolo fasto tutto per noi.

Lista della spesa
  • una piccola faraona
  • 100g di funghi misti qualità superiore CRAI
  • 2 fettine di pancetta
  • 8 pomodori pachino ortofrutta CRAI
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaino di dragoncello CRAI
  • rosmarino fresco
  • 2 cucchiai di latte
  • olio extravergine di oliva CRAI quanto basta
  • mezzo bicchiere di vino bianco secco
  • 2 cucchiai di aceto balsamico di Modena Piaceri Italiani
  • sale-pepe bianco CRAI
Preparazione

Il Rinascimento se ci pensiamo dista da noi poco più di cinquecento anni. Eppure ci appare come un’epoca lontana anni luce. Deschi fastosamente imbanditi, cibi insoliti, creazioni scenografiche. Ma davvero si mangiava il pavone? Ebbene sì. Arrosto e decorato poi con le sue stesse penne, con la coda a ruota. Ripieghiamo volentieri su una ghiotta ricetta a base di faraona e funghi di stagione.

Cospargiamo la faraona con un cucchiaino di pepe bianco. Adagiamola su una pirofila e appoggiamoci sopra le fettine di pancetta. Insaporiamo inoltre con il dragoncello e un cucchiaino di aghi di rosmarino. Disponiamole intorno i pomodorini lavati e incisi a croce e lo spicchio d’aglio. Condiamo la faraona con olio d’oliva e l’aceto balsamico. Cuociamola in forno già ben caldo a 180 gradi, per circa mezz’ora. Bagnamo quindi con il vino bianco, saliamo e continuiamo la cottura per altri 20 minuti circa.

Togliamo la faraona dalla pirofila e teniamola in caldo. Tagliamo a pezzetti i funghi e facciamoli rosolare in una padella antiaderente con olio d’oliva, sale, pepe e qualche ago di rosmarino. Versiamoci sopra il fondo di cottura della faraona e il latte, cuocendo ancora fino a che il sugo si sarà leggermente addensato.

Tagliamo la faraona in pezzi e facciamola insaporire qualche minuto nel sugo con i funghi. Regoliamo di sale e serviamo in capienti piatti piani da portata.

Perfetto da servire con l’arrosto un buon rosso toscano genuino, un Montecucco Sangiovese doc. Dal colore rosso rubino intenso e il profumo vinoso, con note di frutti rossi, rivela al palato un sapore armonico e asciutto. Serviremo a una temperatura di 18-19 gradi.