Spesso si pensa che il desiderio di avere un animaletto da parte del bimbo sia una richiesta opinabile, se non un capriccio. Eppure con la cosiddetta “pet therapy”, che letteralmente significa “terapia dell’animale domestico” si possono curare diverse patologie, dalle più gravi fino al mal di testa.

Se il nostro bambino è sensibile ed emotivo, potrebbe più facilmente soffrire di mal di testa, soprattutto a causa di piccoli stress. Anche i bambini risentono di situazioni familiari pesanti o possono soffrire di solitudine, se vengono lasciati soli a causa dei sempre pressanti ritmi lavorativi degli adulti. In altri casi, senza volere citare patologie importanti, il nostro bambino può incontrare alcune difficoltà nella relazione con gli altri, compresi i coetanei.

Avere un cucciolo del quale occuparsi potrà rivelarsi una vera e propria “terapia” benefica per la sfera emozionale del piccolo. Lo aiuterà a rendersi più autonomo e responsabile, sarà proficuo per il suo sviluppo dal punto di vista affettivo-relazionale. Il bambino dovrà, però, essere ben conscio che un animale non è un giocattolo, richiede attenzione e cure costanti.

Sarà un affettuoso compagno di giochi, ma allo stesso tempo nostro figlio si renderà conto che ci sono piccole regole domestiche da rispettare, compresi orari e organizzazione dei pasti. Se è grandicello, infatti, facciamolo contribuire almeno in parte alla preparazione delle pappe per il suo animaletto.

Nel caso si tratti di un cagnolino, facciamoci aiutare se deve fare il bagno o se si sporca. Sarà una occasione di divertimento in ogni caso. Pensiamo a tutto questo, quando diciamo no per l’ennesima volta, a meno che l’appartamento sia piccolo o esistano altri impedimenti oggettivi.

Al momento delle vacanze, ovviamente il nostro amico è ormai parte della famiglia!

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