La storia dello sci a San Martino di Castrozza inizia con la prima vera e propria stagione invernale del 1927-28, quando praticare questo sport era solo un privilegio di pochi benestanti. Venivano però già allora pubblicizzate attività di bob, hockey e pattinaggio, quest’ultimo molto praticato.

Furono i fratelli Willy e Otto Panzer che in quegli anni fecero costruire una “slittovia”, per consentire ai primi “skiatori” di risalire lungo le pendici dell’Alpe Tognola. Si trattava di una grande slitta mossa da un enorme argano meccanico, che poteva trasportare sino a dodici persone e portava fino al rifugio del quale ancor oggi rimangono i ruderi, poco lontano della stazione di arrivo della cabinovia attuale.

Il paesino sorge in una conca (1450 m s. l. d. m.) sormontata da stupendi rilievi: le Pale di San Martino, che offrono ben 45 km di piste tutte perfettamente raggiungibili tramite comodi impianti modernissimi. (Carosello delle Malghe e del Colverde). San Martino dunque non è una località che si trova ad altissima quota, il che ha la sua importanza quando non siamo costretti sempre ad affrontare gelide temperature di 10 o 15 gradi sotto zero, come accade in altre rinomate zone sciistiche.

A piedi in paese si passeggia rilassati e sereni, tentati dalle ottime pasticcerie che offrono dolci, gelati e la squisita cioccolata calda densa che rinfranca e riscalda i cuori. Le piste sono per tutta la famiglia, e di variabili difficoltà. Per i bimbi che desiderano imparare a sciare, Prà delle Nasse è il luogo ideale. Qui da anni troviamo una efficiente scuola sci che si avvale di due ampie piste di modesta difficoltà servite da doppio skilift. Chi invece ama lo sci di fondo a poca distanza dal paese troverà tre percorsi, per un totale di nove chilometri, che permetteranno di godere appieno delle bellezze naturalistiche della zona.

E per chi non scia? Che c’è di male a sedersi nei caldi rifugi in quota per gustare le delizie che vengono offerte? Le merende a base di affettati, o la tipica Tosèla, un formaggio delizioso. O ancora, sorseggiare un “bombardino” caldo con panna montata, una vera trappola per chi difficilmente cede ai peccati di gola! Ma tant’è. Quei due chiletti che immancabilmente vengono presi saranno smaltiti al ritorno in città, a forza di corse e “grane” da risolvere. Oppure… chi non scia non potrà rinunciare a stupende passeggiate muniti di racchette da neve, in alta montagna.

Una comoda funivia ci trasporta sino a Rosetta, da dove si diramano percorsi appena battuti, ma riconoscibili. Occorre comunque fare attenzione, perché la quota rende più duri gli sforzi che normalmente in pianura non ci farebbero affaticare.

Ma il paesaggio è mozzafiato: il vento modella la neve in dune increspate rendendole quasi fantascientifiche, la pace è assoluta, e il sole scalda anche in inverno come fosse sempre primavera. Non dimentichiamo la crema solare, e godiamoci in pace questo tuffo in una natura ancora prepotente e non domata da mani umane.

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