La Reggia di Colorno rimane tuttora poco conosciuta. La curiosità di partire per un fine settimana alla sua scoperta viene spontanea, in un sabato assolato, perché in città, no grazie, ancora non vogliamo ancorarci! E Parma è bellissima, fa sempre piacere tornarci per un soggiorno o una breve visita. Noi però questa volta proseguiamo verso Colorno, un paesino che sorge 15km a nord di Parma, raggiungibile dalla città con la statale 343 in direzione Casalmaggiore.

La antica rocca fu trasformata in una piccola “Versailles” dal Duca Francesco Farnese, all’inizio del 1700. Nella metà del 1700 Filippo di Borbone commissionò a scultori ed architetti altri maestosi interventi, come la scalinata che dal palazzo scende fino al giardino. Pensiamo a come si mostrava a quei tempi il Palazzo: soffitti affrescati, stucchi preziosi e magnifici arredi. Nel parco, un tripudio di aiuole fiorite, fontane, statue e giochi d’acqua. Pavoni, fagiani d’India e altri uccelli esotici vi passeggiavano liberamente.

Con l’unità d’Italia, il Palazzo venne spogliato dei suoi arredi, che vennero distribuiti tra il Quirinale, le residenze dei Savoia e alcuni musei. In seguito, fino a relativamente pochi anni fa, la Reggia fu sede di… un “manicomio”, come venivano ai tempi chiamati, sino a quando non vennero chiusi, nella metà degli anni Settanta. Andare a Colorno significava appunto “andare nel paese dei matti”, come si diceva nella zona.

Negli anni ottanta ne fu consolidata la struttura e solo a partire dagli anni novanta divenne possibile visitare il palazzo, che ospitava le prime mostre di antiquariato. Con un po’ di amaro in bocca, come si suol dire, si lascia questa affascinante dimora, pensando a come sarebbe unico e ancor più prezioso se fosse stato preservato negli anni questo immenso patrimonio artistico che apparterrebbe a tutti noi. E ci si consola assaggiando le prelibatezze gastronomiche di questi luoghi: il famosissimo prosciutto, e lo squisito culatello. Specialità di Zibello, venne definito dal D’Annunzio “rossa compattezza porcina”.

Nei ristoranti della zona si possono inoltre gustare anguilla e pesce di fiume, come lo storione. E perché no, un bel piatto di rane fritte (orrore? Ma no, sono buonissime!). Se abbiamo ancora tempo per girovagare nei dintorni, non manchiamo di visitare la casa natale di Giuseppe Verdi, a Roncole Verdi di Busseto.

Ma non finisce qui! Vicino a Colorno possiamo rimanere incantati da altri antichi castelli, come quello di Roccabianca, del XV secolo, che sorge nell’omonima località. E ancora: il vicino Castello di San Secondo e la Rocca di Fontanellato, che conserva al suo interno celebri affreschi del Parmigianino.

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