Trieste è meritatamente considerata una delle città più belle d’Italia. Basti pensare alla sua incantevole piazza, Piazza Unità d’Italia, la più grande in Europa ad affacciarsi direttamente sul mare. Per non parlare dei suoi numerosi caffè storici, dove già sorseggiavano caffè letterati illustri quali James Joyce, Italo Svevo, Umberto Saba. Piazza Unità è da sempre considerato dai triestini il “salotto” della città, luogo di incontri, pettegolezzi, sguardi, in quella che viene chiamata “liston”, la tradizionale passeggiata dei giorni festivi. Passeggiare a Trieste significa anche godere di questa atmosfera quasi d’altri tempi, per la bellezza dei palazzi ottocenteschi e per i colori raffinati e  rarefatti, come in un acquarello delicato.

Nei giorni della Barcolana Trieste si veste di brio. Le barche di ogni tipo che prendono parte alla storica regata provengono da ogni parte del mondo. Sono più o meno lussuose, perché la Barcolana è la regata di tutti, è gioia per ogni animo amante del mare. Che vi sia bonaccia o spiri la Bora, tutti sembrano partecipare a questa atmosfera elettrizzante. C’è chi se ne sta tranquillo in porto, a mangiare con gli amici. Perché Barcolana è anche una festa di unione e amicizia tra genti diverse e disparate.

Ma la passeggiata non termina, per chi rimane a terra. Le attrattive di Trieste sono molteplici, tra le quali una delle più famose è il Castello di Miramare. A soli pochi passi dal centro della città il Castello fu costruito a picco sul mare nella seconda metà del 1800 per volere dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo. All’interno si possono ammirare gli arredi e le decorazioni originali dell’epoca, tra i quali gli splendori della sala del trono.

Il vastissimo parco era in origine ricco di flora tropicale, ma a tutt’oggi continua ad essere interessante e vario non solo per gli appassionati di botanica. Poco lontano dalla città, sul colle omonimo, sorge il Castello di San Giusto, che oggi è sede del Museo Civico e di una ricca collezione di armi d’epoca. Ma non possiamo lasciare Trieste senza ammirare uno dei palazzi più belli e antichi della città, Palazzo Gopcevich, eretto nell’ottocento lungo il Canal Grande che dal porto giunge fino al centro della città. Nei ricordi del visitatore nostalgico rimangono gli splendori architettonici, ma non sono da meno quelli legati  ad autentiche prelibatezze per il palato. Pensiamo alla jota, che riesce a far leccare i baffi anche a chi non è amante delle minestre di verdura, a base di crauti, fagioli e patate. Rustico e dal sapore irresistibile. Ma ci sono anche le patate in tecia e il tipico prosciutto cotto nel pane e tagliato a mano.

Ed infine il pesce pesce, sempre freschissimo, cucinato nei modi più disparati e gustosi. Un esempio? I sardoni, che potranno essere fritti, impanati o in “savoir” ovvero marinati per almeno due ore con cipolla, alloro e  vino bianco, o altri ingredienti a seconda dei gusti e delle ricette.

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