A poco più di trenta chilometri da Milano raggiungiamo Vigevano (provincia di Pavia), nel cuore della Lomellina, nella pianura lombarda. Seguiamo la statale 494 con la curiosità di scoprire le bellezze che ancora ci offre questa città che fu centro fortificato nel medioevo e prosperò con i Visconti e gli Sforza. L’attesa non delude. La città di Vigevano prende vita dal suo cuore pulsante, Piazza Ducale, che lascia il visitatore senza fiato.

La purezza delle forme geometriche incanta, così come avrebbe incantato probabilmente Ludovico Sforza detto Il Moro, che volle la piazza come “anticamera” per il suo castello visconteo (1494). Imponente svetta la Torre, ultimata da Bramante alla fine del 1400, costruita sul punto più alto della città e che offre una splendida vista del paesaggio urbano. Si accede quindi al Castello sforzesco, vastissimo, costruito in diverse epoche a partire dal 1300.

Si può inoltre visitare il Duomo, costruito dal vescovo spagnolo Juan Caramuel alla fine del 1600. Per gli appassionati di musei, risulterà imperdibile l’interessantissimo Museo del Tesoro, che conserva antichi arazzi e oreficeria cinquecentesca. Tra i tesori, un reliquiario cesellato dal celebre orafo Benvenuto Cellini, corali e preziosi codici miniati.

E non finisce qui: scorci di storia si incontrano ad ogni passo nella passeggiata a Vigevano splendida anche di notte alla luce dei lampioni. Le età passate rivivono nelle manifestazioni culturali, come il pittoresco Palio delle Contrade che si tiene ad Ottobree Maggio. Vigevano è famosa inoltre come “patria della calzatura”. Basterà visitare il Museo della Calzatura per rendersene conto appieno.

Il Museo mostra al nostro sguardo stupito e curioso più di trecento calzature a testimonianza delle più varie epoche storiche, compresi i modelli di scarpini calzati da Carlo Magno e dal Re Sole. Con una provvidenziale sosta ai caffè dei portici della piazza ci si potrà rinfrancare i piedi provati dalle nostre moderne calzature non sempre clementi. Con questa scusa però potremo gustare le specialità più tentatrici, come la torta “dolceriso del Moro”, che la leggenda vuole sfornata per la prima volta per Beatrice d’Este.

Trionfo di risotti infine nelle scorribande serali, piatto tipico lombardo conosciuto da tutti, ma che proprio in queste zone risulta eccellente. Una ghiottoneria della valle della Lomellina? Il salame d’oca, da comprare e portarsi a casa, golosissimo bottino “ricordo” di un incantevole fine settimana.

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