Con i tetti spioventi ricoperti di neve, le case in legno scuro testimoni di un tempo che pare non essere trascorso, Macugnaga pare far parte di un Presepe. Raggiungiamo questo luogo incantato seguendo l’autostrada Torino-Milano e quindi la Voltri-Sempione, uscendo a Gravellona Troce. 30 km ancora e si giunge in Valle Anzasca. Macugnaga comprende le frazioni di Pecetto, Borca e Staffa, ed è considerata la più importante stazione turistica della Val d’Ossola. L’attrazione della zona è da sempre la famosa parete est del Monte Rosa, con i suoi 2500m di dislivello a strapiombo, una delle più rischiose d’Europa.

Il paese offre intatta la sua atmosfera naturale e incontaminata, a cominciare dalle sue tipiche casette Walser e dalle tradizioni mai dimenticate. Nel Dorf, il nucleo antico, batte il cuore di Macugnaga, con la sua chiesetta medioevale e le case in legno e pietra. Tre sono i musei da visitare, tra i quali a Guia, vicino a Borca, vi è una vera e propria miniera d’oro chiusa nel 1946. La possibilità di visitare i cunicoli sotterranei, debitamente illuminati, per circa un km, rende unico in Europa questo museo.

Niente più lavoro per gli gnomi, ma sulle montagne altissime di notte si racconta che i folletti si facciano luce con il mignolo acceso. Gli antichi piatti della cucina locale, spartana, a base di patate e cipolle, hanno lasciato il passo a ghiottonerie ad uso di noi turisti affamati. Salumi squisiti, prodotti artigianalmente, piatti di polenta e selvaggina, formaggi dal sapore di latte.

Per chi ama passeggiare, con i primi disgeli non dovrà mancare una passeggiata all’oasi faunistica di Macugnaga, dove lo Stambecco con la sua regalità ci ricorda che i veri padroni delle montagne sono proprio loro. E noi, visitatori occasionali, godiamo riconoscenti di questi scenari così perfetti nella loro impareggiabile semplicità.

Altri weekend simili