Città preziosa circondata da verdi colline e campagne, a poca distanza dalle rive del Garda. In primavera l’aria è già mite in questa terra di ulivi, ci sono già profumi di fiori nella città visitata da Dante e Giotto, elogiata da Goethe e resa immortale da Shakespeare, che vi ambientò la sua celeberrima tragedia “Giulietta e Romeo”. Vi si arriva percorrendo la rete di autostrade che la collegano alle maggiori città italiane.

Verona è la seconda città, dopo Roma, a vantare il maggior numero di resti romani. Iscrizioni latine, lapidi, decorazioni, sino a culminare con il bellissimo anfiteatro risalente al I secolo d.C. “Harena” significa sabbia, che veniva sparsa sul suolo dell’anfiteatro per coprire il sangue dei gladiatori e delle fiere.

Gli animi romantici invece si dirigeranno verso via Cappello, dove al numero 23 si trova la casa dove tradizione vuole sia vissuta Giulietta. Uno sguardo languido rivolto al famosissimo balcone e si riprende la passeggiata. Da Piazza delle Erbe, brulicante di colori, con il suo variegato mercato, entriamo nella parte medioevale della città.
Ai quei tempi regnavano a Verona gli Scaligeri, nel 1300. La Verona di quegli anni la troviamo in Piazza dei Signori, dominata da una statua di Dante Alighieri. E’ il “salotto” della città, dove ci  si concede molto volentieri una sosta in uno dei numerosi caffè eleganti.

Se si desidera continuare la passeggiata, si raggiungerà l’Adige, per ammirare il ponte Pietro romano, un'altra testimonianza di un passato che non lesina nel regalare ricordi. A tavola i veronesi hanno fatto della cucina una vera e propria arte. I piatti tipici da non perdere sono proprio tanti, uno più appetitoso dell’altro.

Tra i primi, una vasta scelta di risotti squisiti: risi e bisi, ovvero piselli, riso e figadini, con i fegatini di pollo, una vera specialità. Ed ancora: riso al tastasal, preparato con un impasto di carne di maiale, la pasta e fagioli e i tortelloni di zucca. Tra i secondi c’è solo l’imbarazzo della scelta: un ottimo bollito con la pearà, carne di manzo servita con una salsa particolare con midollo, brodo, formaggio, pane grattugiato e pepe nero? Oppure magari una pastissada de caval, che significa pasticcio di cavallo? Pare sia una ricetta risalente a 1500 anni or sono, ai tempi delle cruente battaglie che decimavano cavalli e cavalieri.

I veronesi inventarono una gustosissima ricetta in modo che tutta quella carne di cavallo non andasse sprecata. Così, la tagliarono e la misero a macerare nello squisito vino Amarone con spezie e verdure, per cuocerla in seguito. Ancora oggi, un piatto delizioso. Tra i prodotti tipici non si può non menzionare la Soppressa, un salame tipico aromatizzato con aglio, vino, sale e pepe.

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