Si raggiunge Sutri seguendo l’antica via romana, la Cassia. La bellezza dei vicoletti e l’eleganza delle piazze e dei palazzi medioevali rendono Sutri un piccolo paese piacevolissimo da visitare.

Una leggenda vuole che sia stato fondato dal dio Saturno, in etrusco “Sutrinas”, raffigurato a cavallo nello stemma della città. Dagli studi archeologici comunque sappiamo che il borgo etrusco esisteva già nel VIII secolo avanti Cristo. Divenuta una città fiorente cinta da poderose mura, fu temuta dai romani che preferirono l’alleanza alla conquista diretta. Nel corso delle epoche storiche successive l’importanza di Sutri non si affievolì. Oggi nel suo centro epoca romana, Medioevo e Cinquecento convivono creando una suggestiva atmosfera ricca di fascino.

Ma sono le tombe rupestri della necropoli nel parco archeologico che accendono il nostro interesse. Le 64 tombe scavate nel tufo in epoca medievale furono saccheggiate dagli arredi, quindi successivamente vennero utilizzate come stalle o rimesse agricole. Oggi è stata restituita loro una consona dignità. Evoca il ricordo di antichissimi culti mistici la chiesa alla Madonna del Parto, anch’essa scavata nella massa tufacea, che in epoca precristiana fu luogo deputato a cerimonie liturgiche dedicate al dio orientale Mitra. Al suo interno si possono ammirare alcuni antichi affreschi.

Sempre nel parco archeologico si possono ammirare i resti ben conservati di un anfiteatro romano, di forma ellittica, una delle testimonianze storiche più importanti del Lazio. A fianco dell’anfiteatro, la nostra visita continua all’interno del parco di villa Savorelli, dove troviamo la Chiesa della Madonna del Monte. Nel centro di Sutri altre bellezze architettoniche non mancano: l’imponente basilica del Duomo di età romanica fu rifatta nel 1700. Al suo interno conserva una bellissima tavola del Salvatore Benedicente, di stile bizantino.

Anche l’attiguo palazzo Vescovile attrae la nostra attenzione con la sua maestosità, mentre continuando la nostra passeggiata si giunge in via Roma dove ammiriamo l’elegante Palazzo Capotondi. Santa Dolcissima è il nome della Santa Patrona della città che si fregia dell’appellativo di “antichissima”. Si festeggia il 16 settembre con una sontuosa processione e solitamente fuochi d’artificio all’interno dell’anfiteatro.

Nei dintorni di Sutri, non ci perdiamo una visita a Ronciglione, piccolo borgo medioevale attraversato da due vie diritte, Borgo di Sopra e Borgo di Sotto. La natura circostante ci offre bei panorami e relax presso il Lago di Vico.

A tavola Sutri ci tenta con le sue molteplici specialità. Innanzi tutto da assaggiare sono i piatti a base di fagioli borlotti “della regina”, un prodotto tipico locale. Inoltre, c’è solo l’imbarazzo della scelta: gnocchi, rigatoni con “la pajata”, pasta all’Amatriciana, alla carbonara e molte altre golosità. Tra le carni tipiche da non perdere la coda alla vaccinara, la coratella con i carciofi, la testina con fagioli e gli zampetti di vitello. Una festa di sapori unici.

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