Raggiungiamo la Sardegna via mare o con l’aereo, fino a Cagliari. Possiamo proseguire per Mandas con il trenino delle FdS oppure con autobus ARST in partenza da Piazza della Repubblica.
Il delizioso centro storico restaurato della cittadina non può che attrarre subito la nostra attenzione, in particolare il complesso medioevale di S. Antonio con l’annesso museo etnografico.
Per gli appassionati di storia, l’ex convento di san Francesco trasformato in centro culturale sarà una tappa da non perdere.

Nella zona in un tempo lontano si ergevano verso il cielo decine e decine di nuraghi, le cui pietre vennero in seguito utilizzate dai contadini per delimitare i perimetri dei campi.
Oggi quelle pietre finalmente vengono considerate grande patrimonio dell’epoca megalitica. Basti pensare infatti all’ importantissima necropoli di Barumini, risalente al 1500 a. C. considerata dal 1997 patrimonio del’umanità.

Non lontano da Mandas i ritrovamenti che risalgono all’età del bronzo sono molteplici. Da non perdere una visita al grande santuario nuragico di San Vittoria a Serri e al nuraghe Arrubio, un vasto complesso a cinque torri situato tra Orroli e Escalaplano.

Il nome Arrubio, “rosso” fa riferimento al colore del basalto con cui fu edificato. Nelle campagne limitrofe la natura ci stupisce sempre con le sue bellezze. Una sosta al lago di Murargia ci fa scoprire che la zona pullula di vita selvatica. Ma non è tutto. Il percorso turistico non può non includere una delle attrattive più conosciute della zona: il giro con il trenino verde.

La tratta Cagliari – Arbatrax con le Ferrovie dello Stato diviene una piccola avventura. I binari si inerpicano sfidando le alture del Gennargentu, sino a raggiungere il mare, dai colori mozzafiato.
Le sorprese che ci riserva questo angolo incontaminato di Sardegna non sono però terminate. Per gli amanti della flora e della fauna il Parco Nazionale di Montarbu sarà una tappa da non lasciarsi scappare. Un’occasione unica per cercare di avvistare innumerevoli animali rari, come mufloni, cinghiali, cervi sardi ora considerati una specie protetta, oltre a daini, donnole, volpi, serpenti non velenosi.

Tra gli innumerevoli uccelli ricordiamo il gheppio, l’avvoltoio degli agnelli che raggiunge apertura alare di 2 metri e la superba aquila reale. Potremo inoltre avvistare esemplari di poiana, falco pellegrino, pernice sarda, corvo imperiale, merlo, tordo, gazza ladra e molti altri. Non dimentichiamo inoltre la presenza di gatti selvatici, ghiri, donnole, martore, conigli selvatici, lepri, porcospini. Un paradiso terrestre! Nel parco formato da 3000 ettari di foresta spontanea possiamo riconoscere leccio, agrifoglio, castagno, ontano nero, ginepro e molte altre bellezze della flora autoctona, come tasso, corbezzolo, biancospino. Se fortunati ammireremo alcune delle 50 specie di orchidee selvatiche che nascono spontaneamente nel Parco e le rarissime peonie, dette rose del Gennargentu.

A tavola sarà impossibile resistere alle innumerevoli prelibatezze, come le carni arrosto, tra cui il famoso “porceddu”, maialino da latte tenerissimo dall’inimitabile sapore. Per tutti noi golosi c’è una vasta scelta di salumi e squisiti formaggi di pecora e capra da gustare con un bicchiere di vino “cannonau”, una bontà!

E a fine pasto? un bicchierino di liquore al mirto, dolce e forte come la terra di Sardegna.

Altri weekend simili