Luogo dell’anima, dell’utopia, del silenzio. Non d’estate, quando l’assalto dei turisti anima e colora con toni forti e accesi, bensì d’inverno, quando la calma si tinge di blu oltremare.

La cittadina di Otranto: un tempo porto e crogiuolo di culture, ancora oggi regala al visitatore la sua atmosfera magica d’altri tempi. La cinta di mura di pietra racchiude  e protegge le case bianche  e i vicoli che si snodano verso la Basilica di San Pietro, uno dei monumenti bizantini più imponenti e interessanti del Salento. Decorata con meravigliosi affreschi e pavimentata con un enorme mosaico la Chiesa stupisce per il suo fascino intatto da secoli.

Conserva infatti il più grande mosaico pavimentale di tutta Europa, con scene che rappresentano la vita dell’uomo da Adamo ed Eva sino al Giudizio Universale. Se non abbiamo timore delle impressioni forti, la curiosità ci spingerà assolutamente a visitare la Cappella dei Beati Martiri, dove dietro il vetro sottile delle teche si allineano una quantità impressionante di teschi, tibie, femori. Sono i resti delle ottocento persone sgozzate dai turchi sul colle della Minerva, forse perché considerate infedeli, o semplicemente perché non avevano pagato un riscatto per la loro liberazione.

Otranto viene definita “Porta d’Oriente” proprio per le influenze che i turchi hanno lasciato nell’architettura di questi luoghi. Pensiamo ad esempio al monastero di Casole, con le sue eleganti arcate, che sorge circondato dall’antico orto botanico. Non dimentichiamo inoltre il maniero aragonese all’interno del quale lo scrittore inglese Horace Walpole ambientò il suo romanzo gotico “ The Castle of Otranto” pubblicato nel 1764.

Per i più mattinieri: da non perdere il suggestivo spettacolo dell’alba, da ammirare dall’alto dei bastioni del castello. E’ il primo punto in Italia dove sorge il sole. Tra le bellezze del paesaggio se il tempo è clemente non rinunceremo ad ammirare il laghetto verde di Otranto, dal colore smeraldino. Tutt’intorno terre dai colori rosso e arancio, trattandosi di una zona in cui si estraeva la bauxite.

A solo 8 km dalla cittadina troveremo i Laghi Almini, un’oasi protetta vicina alla costa, ricca di esemplari rari di avifauna e specie vegetali.

A tavola si gustano speciali e gustosi piatti a base di pesce, mentre per gli amanti della carne si propongono gustosi spezzatini di carne equina. Le verdure sono straordinariamente saporite: melanzane, peperoni, pomodori secchi che gli abitanti dispongono fuori dalle abitazioni in lunghe file, come fossero addobbi colorati.

Da assaggiare assolutamente? I fichi secchi, con un cuore di mandorla e il cotto di fichi, un delizioso concentrato che viene servito insieme ad altre dolci prelibatezze.

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