Il vasto altipiano della Sila viene diviso in tre parti: la Piccola, la Grande e la Greca. Per raggiungere la Sila Grande, in provincia di Cosenza, percorriamo l’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria sino a Cosenza. Continuiamo seguendo la strada statale 107 fino a Camigliatello Silano o Lorica. Da Taranto si segue la statale 106 Ionica fino a Crotone e si prosegue con la statale 107 fino a San Giovanni in Fiore. L’aeroporto più vicino lo troviamo a Lamezia Terme, a circa 100 km di distanza, e a Crotone, 60 km.

Ma gli appassionati del treno potranno godere di un affascinante itinerario che porterà da Camigliatello alla stazione di San Nicola – Silvana Mansio, comodamente seduti in carrozze d’epoca. L’autunno è ideale per visitare quella che fu definita una delle più belle foreste italiane, incontaminata sino a poche centinaia di anni or sono. In seguito, il legname fu prezioso per alimentare l’industria bellica, durante i due conflitti mondiali. Gli alberi ad alto fusto presenti rappresentarono una fonte di ricchezza anche in epoca greca e romana, utilizzati per la costruzione di veloci velieri da combattimento.

Ma ci piace pensare alla Sila come ad una selva densa e misteriosa, che nell’ 800 rappresentò un perfetto e sicuro rifugio per i briganti che ne fecero il loro regno segreto.
Ancora oggi sopravvivono alle azioni rapaci dell’uomo alberi secolari dal diametro di due metri, che raggiungono altezze di ben 45 metri. Possiamo ammirarli alla Riserva dei Giganti di Fallistro, a Spezzano della Sila.

Sulla Sila Piccola, la foresta del Gariglione è tutt’ora considerata una delle più belle d’Europa, per il suo fascino e la ricchezza di flora e fauna. Pioppi, aceri, faggi e pini che proprio in autunno grazie alle sfumature cromatiche delle loro chiome regalano al visitatore l’emozione intensa di ammirare un vero e proprio quadro impressionista vivente.

Che animali dovremo aspettarci di incontrare? Tracce e rumori ne indicano la presenza, a seconda delle stagioni. Indicativamente nella selva vivono diversi rapaci come gheppi e poiane, sparvieri e astori, oltre ai più conosciuti esemplari di gufi e civette. Tra i mammiferi si annoverano volpi, faine, puzzole, donnole, martore e persino gatti selvatici. Grandi cinghiali grufolano indisturbati, se non fosse per la ritrovata presenza del lupo, quasi sterminato in Italia nel secolo scorso, e solo da poche decine di anni protetto da estinzione certa. Si parla di un numero esiguo di esemplari, che solitamente hanno il loro territorio nella parte più alta dell’altipiano e non interagiscono mai con l’uomo.

Come ci organizziamo per visitare le foreste? Una fitta rete di sentieri ci permette di godere di stupende passeggiate a piedi o in mountain bike. Ma è a cavallo che si gode appieno della gioia di lasciarsi quasi assorbire dal ritmo e dal respiro della natura. Al passo o al trotto, senza fretta, perché si possano ammirare i dettagli e le sfumature della bellezza che ci circonda.

Non dimentichiamo di visitare i caratteristici borghi storici disseminati nel territorio, come San Giovanni in Fiore, sulla Sila Grande. Troveremo l’Abbazia Florense e l’annesso Museo Demologico, che ci renderà partecipi delle antiche tradizioni silane.

A Longobucco, sulla Sila Greca, si possono acquistare stupendi tappeti, coperte e tovaglie interamente tessuti a mano come un tempo.

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