Da Napoli è possibile raggiungere la piccola isola, la più vicina alla costa, in trenta minuti circa con l’aliscafo, e una quarantina se si preferisce il traghetto. Occorre però tenere presente che sull’isola le stradine sono strette, quindi meglio non pensare di arrivare in auto e noleggiare in loco un motorino, o una bici.

Il perimetro dell’isola è lungo una manciata di chilometri, le strade sono in buono stato ma i saliscendi sono assicurati. Quello che colpisce della deliziosa isoletta è lo stato primigenio in cui ancora permane.

Niente traffico, niente smog, tanto silenzio e aria salubre marina. Ma impossibile è comunque non fare considerazioni sullo stato delle facciate delle abitazioni, specialmente quelle che si affacciano sul porto turistico dove arriva il traghetto. Ogni abitazione necessita di un restauro della facciata, per ripristinare l’assoluta bellezza del centro abitato. Basterebbe poco, le casette basse dipinte nei colori pastello tipico delle località di mare sono deliziose. Chi scrive personalmente pensa che Procida sia una delle isolette italiane più ricche di fascino.

La sera si discende lungo la scalinata che porta a Marina Corricella, sormontata dalle antiche mura della fortezza di Terra Murata. Si scende e non si è preparati all’insolito spettacolo di un piccolo porticciolo dall’acqua limpida, dove le barchette dei pescatori rollano dolcemente e pare il tempo si sia fermato.

Si può cenare quasi vicino all’acqua, scegliendo tra ottimi primi, piatti di pesce, e la squisita insalata di limoni, una specialità locale. L’isoletta un tempo era ricca di vulcani, dei quali rimangono solo crateri sommersi. Il suolo però è ancora fertilissimo. Qui viene infatti coltivato un limone di dimensioni maggiori, dal sapore più dolce e delicato. Tagliato e marinato nell’ottimo olio d’oliva, con aglietto selvatico, peperoncino e mentuccia, è una vera e propria prelibatezza.

Durante il giorno, la piccola perla non delude: spiaggette a portata di mano, anzi di bici o motorino, per tutti i gusti. La più lunga è la spiaggia di Ciraccio e Ciracciello, attrezzata con ombrelloni, bar ristoranti e servizi. La sabbia scura brilla ai raggi del sole, come fosse vestita di pallettes.

Chi preferisce può comunque accomodarsi nei lunghi tratti di spiaggia libera. Proprio adiacente al cimitero si trova la spiaggia di Cala del Pozzo Vecchio, dove sono state girate scene del celebre film “Il Postino”. Chi ha la fortuna di arrivare all’isola in barca a vela troverà sicuro riparo nel piccolo e riparato porticciolo di Marina Chiaiolella, pittoresco e raccolto.

Sembra incredibile eppure in un territorio tanto ristretto sorgono ben nove Chiese. Quella che maggiormente ci ha colpito è la centralissima chiesa di San Michele Arcangelo, protettore degli isolani, come narra la leggenda. Si narra che anticamente Procida fosse sotto assedio dalle navi di Federico Barbarossa e che gli abitanti, disperati, chiedessero l’intercessione dell’Arcangelo. Grazie al suo intervento un tremendo fortunale allontanò le navi nemiche, che fuggirono terrorizzate. Michele Arcangelo divenne così Patrono di Procida.

E non è finita: l’isoletta ad una estremità termina con l’isolotto di Vivara, una vera e propria oasi naturalistica dove nidificano uccelli rari. Di proprietà privata, alla morte del proprietario fu donato ad un ente religioso. A tutt’oggi i cancelli di accesso sono chiusi e non è possibile accedervi. Un vero peccato, perché Vivara rappresenterebbe una risorsa speciale per promuovere l’ecoturismo a Procida. Resta comunque un piacere passeggiare e visitare l’isola, con gli alberi di limoni, mandarini e arance carichi di frutti, e tutt’intorno il profumo delle zagare, intenso e speciale.

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