Il Cadore , in provincia di Belluno, è una terra dove i colori vividi della natura ricordano proprio le tele del grande pittore cinquecentesco Tiziano Vecellio. Lo sguardo spazia dalla tavolozza dei verdi dei boschi di abeti rossi, frassini, faggi, noccioli e larici sino alle sfumature cromatiche che assumono le montagne nelle varie ore del giorno.

Dall’Antelao ai Monfalconi, sino al gruppo delle Marmarole, distinguiamo variazioni dal grigio al beige, sino al rosa e all’antracite. La visita a Pieve di Cadore non potrà non comprendere la casa natìa di Tiziano, considerata già dal 1922 monumento nazionale. Di dimensioni modeste, in muratura, dalla cucina con pavimento in pietra e il grande focolare.

Poco distante si arriva alla piazza del paese, Piazza Tiziano, con al centro una statua del pittore ad opera di Antonio dal Zotto, eseguita alla fine del 1800. Al lato potremo visitare la Chiesa di Santa Maria Nascente, che custodisce all’interno importanti opere del pittore, del figlio Orazio Vecellio e del fratello maggiore di Tiziano, Francesco.

Sempre nelle vicinanze ammiriamo il Palazzo della Magnifica Comunità, con annesso il museo del Cadore, che vanta una interessante sezione archeologica. Anche in estate il soggiorno montano sarà entusiasmante: per i più mondani a soli trenta chilometri sorge la rinomata Cortina D’Ampezzo, che regalerà shopping e locali alla moda.

Chi preferisce visitare località meno conosciute potrà arrivare in quota fino ai borghi di Rizzios e di Grea, dalle deliziose casette in pietra con fienile annesso. A Rizzios ammiriamo la bella Chiesa secentesca di Sant’Anna, dalle tipiche decorazioni eseguite da artisti del luogo.

Non ci sono gli sci ai piedi? Niente paura, non si rischia di impigrirsi. Ci aspettano meravigliosi percorsi a piedi, oppure in bicicletta. Tutta la zona è attrezzata con ciclovie, percorsi cicloturistici che collegano tra loro le principali località della provincia di Belluno: la lunga Via delle Dolomiti.

A sei chilometri da Pieve, a Peranolo di Cadore, ci immergiamo a piedi nella natura ancora incontaminata della Val Montina. La zona è accessibile solo percorrendo gli antichi sentieri dei carbonai. Non sarà difficile incontrare lungo il cammino esemplari di stambecco, capriolo, cervo, camoscio e numerosi rapaci. Non preoccupiamoci, non occorre essere esperti escursionisti per vivere questa avventura, perché l’itinerario più importane, l “Anello di val Montina” è di tre ore, partendo dalla località Macchieta.

Notevoli le specialità della cucina locale: tra i primi spiccano gli ottimi gnocchi di pane alle erbe e i “casunziei verdi”. Erbe selvatiche come ortica, tarassaco, silene, sapientemente cucinate secondo antiche tradizioni. Tra i secondi gustiamo il “pastin”, ovvero un trito di carne di maiale rosolato con la salvia, e il capriolo in salmì. Per i golosi, l’ampia scelta è garantita. Tra le proposte più tradizionali spiccano i canederli dolci, con ripieno ai frutti di bosco.

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