Case isolane bianche di calce e nuvole di accese buganvillee ci accolgono quando l’estate è agli sgoccioli e Panarea torna ad essere l’isola blu del silenzio. Si raggiunge dalla Sicilia e da Napoli, ma meglio è controllare i collegamenti perché potrebbero variare a seconda delle stagioni o delle condizioni del mare.

Panarea deve il suo nome alla sua singolare orografia: “Pagnaria” in greco significa “sconnesso”, considerati gli sconvolgimenti e i cataclismi che anticamente ne hanno ridotto la superficie. Gli scenari che si offrono oggi al visitatore sono però incantevoli. Le spiagge non sono numerose, ma in barca si incontreranno deliziose calette dove tuffarsi in un mare turchese e smeraldo.

La spiaggia più bella e conosciuta è Cala Junco, racchiusa tra imponenti pareti di lava, che si presenta quasi come una piscina naturale con il mare dai colori cangianti. Un’incantevole striscia di sabbia fine la troveremo a Cala degli Zimmari, raggiungibile partendo da San Pietro in direzione Drauto. Lungo il percorso ammireremo una dolce campagna ricca di ulivi, fichi e colture di capperi.

La spiaggetta è protetta dai torrioni lavici del Tribunale e del Castello e fino agli anni settanta qui depositavano le uova le tartarughe della specie “Caretta Caretta”, ora protette e in numero esiguo. Tra i volatili incontreremo falchi della regina e corvi imperiali. Per gli amanti del trekking non sarà uno sforzo imboccare il sentiero che porta al promontorio di Capo Milazzese, una sorta di fortezza militare dove nell’antichità sorgeva un villaggio preistorico risalente all’Età del Bronzo.

Sempre da Capo Milazzese, gli sportivi più allenati potranno seguire il sentiero che porta al punto più alto dell’isola: il Timpone del Corvo, 421 m sopra il livello del mare, facendo attenzione perché è stretto e a strapiombo sul mare. Lo sforzo verrà ricompensato, perché una volta arrivati si potrà godere di un panorama mozzafiato che comprenderà la vista degli isolotti vicini: Dattilo, Lisca Bianca, Basiluzzo, Bottaro, Lisca Nera, Panarelli e Le Formiche, oltre alle altre isole delle Eolie.

La vera natura vulcanica di Panarea la scopriamo alla Calcara, con i suoi crateri dai colori accesi e pervasi da sbuffi di gas. Si raggiungono con il sentiero che parte da Ditella, seguendo un percorso ripido, ma non troppo arduo anche per chi non ha un’anima avventurosa. A tavola sarà difficile sbagliare: i piatti a base di pesce freschissimo sono solitamente tutti squisiti, a cominciare dall’ottima zuppa di scorfano.

Tra le verdure, le melanzane sono preparate in diversi modi, tutti deliziosi. I dolci tipici della cucina siciliana sono imperdibili, ma se desideriamo un fine pasto semplice e raffinato scegliamo solo biscotti alle mandorle da gustare sorseggiando un bicchiere di vino Malvasia eoliana. Un connubio che ricorderemo, così come la bellezza di questa piccola isola.

Altri weekend simili