Le località balneari in Italia sono tante, impossibile visitarle o conoscerne se non una parte limitata. Le più note del Mare Adriatico sono quelle situate nella cosiddetta Riviera Romagnola, con attrezzature efficienti e molteplici attrattive. Poi ci sono le altre località più decentrate, pressoché dimenticate o sconosciute al turismo dei grandi numeri. Un paese come Rosolina, ad esempio. Dove il clamore non raggiunge mai i decibel di Milano Marittima, e i baretti notturni non offrono cocktail esotici al Maracuja.

Dove il meriggio è fatto di silenzi in un litorale lasciato quasi abbandonato a se stesso. Ma così non è. Passeggiando sulla spiaggia ci si accorge subito che qualcosa è singolare, dai tronchi e dai rami che prolificano sulla battigia. Non si potrebbe forse eliminarli lasciando la sabbia più linda? Eppure, se si osserva attentamente con meno logica razionale, ci si accorge che quel caos apparente nasconde una sua armonia e un certo senso pratico.

Con i rami i bagnanti costruiscono tende rudimentali, ed ecco che il quadro diviene più impressionistico, non contaminato da strutture artificiali in ferro o cemento. Niente ombrelloni, a un certo punto, in concomitanza del Parco Nazionale del Delta del Po. Per raggiungere Rosolina arriviamo a Rovigo, e proseguiamo in direzione Venezia. La bella pineta offre momenti di relax, ma ora in autunno le passeggiate al mare sono ancor più godibili, senza la calura eccessiva e qualche zanzara di troppo. Nelle vicinanze, uno scenario completamente diverso lo troviamo sull’isola di Albarella. Un Eden privato che vanta un bellissimo campo da golf e un approdo per le barche. Ma noi continuiamo a concederci momenti di meritata quiete, e scegliamo un itinerario in canoa, da praticare nei canali che si diramano nel Polesine, tra mare, acqua di fiume e una ricca avifauna che qui trova un habitat dove vivere al riparo da cemento e spari.

Un itinerario in canoa classico parte da Pila a Porto Tolle e prosegue oltre la Laguna del Basson, per arrivare alla spiaggia di Scano Boa, incontaminata e sconosciuta alle moltitudini. Proprio qui possiamo ammirare un esempio di Casone, una antica casa di pescatori costruita con le lunghe e resistenti canne palustri. Si prosegue sino a Punta Maistra, con il suo Faro, e si pagaia ancora circumnavigando l’isola di Batteria, dove nidificano aironi e anatre selvatiche.

Tornati sulla terraferma, la specialità imperdibile della zona è sicuramente l’anguilla, da gustare alla griglia, dal sapore intenso e ricco. Pesce e crostacei faranno onore ai palati più raffinati, come i pregiati vini veneti che rallegreranno una piccola vacanza indimenticabile.

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