L’abbazia si trova a Buttigliera Alta, a venti chilometri da Torino e la si raggiunge percorrendo la statale 25 che da Rivoli porta ad Avigliana. Immersa nella quiete della campagna piemontese, tra poderi e cascine, l’Abbazia ci appare quasi come un miraggio, elegante ed imponente, con i suoi sei pinnacoli che svettano a sfidare il tempo. Fu costruita nel 1188 per volere di Umberto III di Savoia, detto il Beato, ma raggiunse il suo massimo splendore nel 1470 grazie all’abate Jean de Montchenu. Fece elevare le pareti conferendo così maggior slancio alla chiesa e fece costruire la bellissima facciata costituita da tre portali sormontati da archi a sesto acuto e da ghimberghe di terracotta trionfanti di grappoli d’uva, foglie di quercia, ghiande.

All’interno rimaniamo colpiti ed ammirati dagli affreschi del Jaquerio, maestro torinese del gotico fiorito. Figure di santi e profeti, ma anche di armigeri e contadini, dipinte con colori tenui che spaziano attraverso tutte le sfumature dei verdi, sino al turchese. I luoghi da visitare nei dintorni dell’Abbazia sono anch’essi ricchi di storia e fascino. Merita una sosta la cittadina di Avigliana, con i resti del suo Castello, divenuto successivamente fortezza e distrutto dalle truppe francesi nel 1691.

Non mancano però le bellezze naturali dei dintorni, come il Parco Naturale dei laghi di Avigliana, importante rifugio avifaunistico. Al suo interno il Lago Grande e il Lago Piccolo si raggiungono comodamente e ci regalano la possibilità di effettuare belle passeggiate immersi nella natura. Lasciamo Avigliana per visitare Rivoli, ricchissima di spunti culturali. Ammiriamo l’urbanistica Sabaudia, le ville, tra le quali villa Fiorita, la casa del Conte Verde, la villa Comunale, villa Melano e i palazzi nobiliari.

Da non perdere la visita al Castello di Rivoli restaurato dall’architetto Andrea Bruno e ora sede dell’importante Museo di Arte Contemporanea. Non manca certamente l’atmosfera festaiola del Carnevale, che a Rivoli non termina a febbraio, ma si prolunga sino all’8 Marzo, con la sfilata dei carri allegorici.

E a tavola? La provincia torinese ci regala una ricca varietà di sapori, a cominciare dalle ghiottonerie di cioccolato, proposto nei gusti più svariati ed irresistibili. Nelle numerose pasticcerie storiche della zona gustiamo paste di meliga, canestrelli, pan della marchesa, focaccia di Susa. Questo fine settimana ci regala la scoperta di un piatto delizioso: la Bagna Caoda, a base di filetti di acciuga, burro, aglio e olio extravergine di oliva. La si gusta versata su una base di peperoni cotti al forno.

Scopriamo inoltre, tra i tanti formaggi tipici squisiti, il Saras del Fèn. Si tratta di una ricotta stagionata ricca di sapore avvolta in fili di Festuca. Ottima degustata come dessert accompagnata da marmellata di mirtilli, sambuco o da miele.

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