“In questa notte stellata la mia serenata io canto per te” recita una strofa di “Romagna Mia”, nota canzone della tradizione italiana. La Romagna è una terra ricca di sfumature e contrasti. Dalle valli dell’Appennino, tranquille e sonnacchiose, si arriva in un battibaleno alle luci e ai colori festosi della Riviera, che d’estate non dorme mai.

Milano Marittima, Rimini, Riccione. Nomi che negli anni Sessanta hanno fatto sussultare orde di straniere impetuose pronte a perdere la testa per i prestanti bagnanti italiani, nonché per gli audaci bagnini con i loro fiammeggianti “mosconi”. I “mosconi”, imbarcazioni di legno a remi, hanno da tempo lasciato il passo a plasticosi “pedalò” super accessoriati, compreso lo scivolo per tuffarsi in acqua. I bagnini scrutano attenti le rive dall’alto delle loro torrette, stile “baywatch” americano. Ma per il resto, ben poco è cambiato.

Anzi, grazie a una politica ambientale attenta e intelligente, le acque dell’Adriatico di queste zone sono tra le più controllate e sicure per la balneazione d’Italia. Certo, la vicinanza del fiume Po non rende queste acque cristalline. Ma ciò non ha impedito a generazioni di turisti entusuasti di tornare, ogni anno, alla “stessa spiaggia, stesso mare”. E di innamorarsi sotto un ombrellone multicolore.

Ma noi partiamo sotto il solleone alla scoperta di angoletti ancora profumati di storia antica. Fino a giungere, sui colli poco lontano da Rimini, a Montefiore Conca. In treno, si può scendere alla stazione di Cattolica, da cui il paese dista 18 km. In auto, da sud si percorre l’autostrada A 14 fino a Pesaro, mentre da nord, sempre sulla A 14, si esce a Cattolica o a Riccione e si prosegue seguendo le indicazioni per Morciano.

Imponente, solida nelle sue forme squadrate, sin da lontano si scorge la Rocca, che domina la Val Conca. Ristrutturata e splendida, solo dal 2008 questo gioiello di storia riapre le porte ai visitatori, con belle novità. I lavori hanno infatti riportato alla luce preziosi reperti in maiolica, che ammiriamo visitando la mostra: “ I Colori di Montefiore. Testimonianze Archeologiche dagli scavi nella Rocca”, che resterà allestita sino al 22 novembre 2009.

Dagli spalti la vista è mozzafiato. Nelle giornate terse si può persino scorgere il Monte Valebìt, in Dalmazia. Nelle vicinanze della Rocca, meritano una visita anche la Chiesa e il convento dei Cappuccini, ai piedi del Monte Auro, oltre al Santuario della Madonna di Bonora. La prima settimana di agosto, non ci perdiamo per nulla al mondo lo sfavillante Ottocento Festival, a Saludecio, a pochi chilometri di distanza. Un susseguirsi di mostre, spettacoli teatrali, musica e mercatini.

E a tavola? Presto detto: leccornie per tutti i gusti a base di piadina con affettati, formaggio “squacquerone” a pasta molle e rucola, nutella per i golosoni. Tra i primi, imperdibili anche se fa caldo i tradizionali passatelli in brodo e i cappelletti. Le grigliate, di carne o pesce, sono tutte da gustare. I dolci? La zuppa inglese, con la crema pasticcera. E la “brazadela”, la tradizionalissima ciambella, accompagnata da un buon bicchiere di vino generoso. E chi torna più a casa!

Altri weekend simili