Gotico e barocco si fondono nel centro storico di Cosenza, che viene separato dalla parte nuova dal fiume Busento. Il castello Svevo attrae per la sua imponenza, che fu sede di importanti casate nobiliari. Le prime trasformazioni architettoniche si devono a Federico II.

Mentre in seguito il maniero fu dimora reale degli Angioini. La pianta è rettangolare e ha torri angolari, con pregevoli spalti e segrete. Le impronte dello stile borbonico si notano distintamente nel chiostro al suo interno. La sua ubicazione sul colle Pancrazio contentiva ai Saraceni che lo costruirono per dominare facilmente tutta la città. Affacciato alla Piazza principale, il Duomo ha forme romaniche e risale al XII secolo. Al suo interno, troviamo nel transetto sinistro il monumento funebre di Isabella di Aragona, moglie di Filippo III l’Ardito re di Francia.

Il nostro percorso continua raggiungendo Piazza XV Marzo, dove potremo visitare il teatro Rendano, la Biblioteca e il Museo Civico. Meritano inoltre una visita i rioni medioevali della Giudecca. Da menzionare anche l’elegante Chiesa di San Domenico, eretta nel 1448, con la sua maestosa cupola bianca. La città nacque come antica sede del popolo Brùzio, sul versante più soleggiato del colle Pancrazio. In quella zona si trova ancora oggi il centro storico, attraversato da Corso Telesio. Sulla riva sinistra del fiume Busento sorgono la Chiesa e il Monastero di San Domenico, visibili da lontano per la cupola barocca in rame. Nei dintorni della città è possibile passeggiare a piedi, raggiungendo il Vallone di Rovito. Tra gli alberi, potremo scoprire la lapide a memoria dei fratelli veneziani Bandiera, con sette loro compagni, che sacrificarono la vita per un’Italia libera dagli oppressori stranieri.

A tavola? Una vera festa con le specialità gastronomiche locali. Una tipica leccornia sono i salumi, come la squisita soppressata, composta da carne magra di suino e lardo, insaporite con sale, pepe nero e peperone. Anche il capocollo merita un assaggio, composto con carni del collo e della spalla del suino, insaccata e affumicata. Un altro salume degno di nota è il pezzente, che come si deduce dal nome era cibo della popolazione meno abbiente. Composto da scarto della macellazione come nervi, fegato e polmoni, viene aromatizzato con pepe e abbondante aglio.

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