I cibi che abitualmente consumiamo possono essere cotti in molti modi, sta a noi decidere quale sia la soluzione giusta per noi e i nostri famigliari, se siamo noi a cucinare per tutti.

Questo implica una certa responsabilità, soprattutto nei confronti dei più piccoli, o degli anziani, se vivono in casa. Chi cucina non dovrà tenere conto solo dei propri gusti personali, ma delle esigenza nutrizionali proprie e di tutti i membri della famiglia. Infatti, a chi non piacciono i fritti? Prendiamo ad esempio il pesce. In molti paesi stranieri per consuetudine il pesce in casa si cucina prevalentemente in abbondante olio.

Un altro esempio è la “Tempura”, una tecnica giapponese per friggere crostacei e verdure.

La cucina mediterranea per tradizione preferisce invece un impiego di olio extravergine d’oliva, molto salutare, utilizzato crudo sui cibi già cotti. Inutile dire che la cottura a vapore è comunque la più indicata per unire sapore e leggerezza dei cibi cotti.

La cottura in acqua bollente è anch’essa consigliabile, ma solo seguendo ricette acclamate come i bolliti, o per cuocere pasta e verdure.

La cottura in olio bollente dovrebbe essere il più veloce possibile, in abbondante olio. Molto saporita, esalta il gusto delle vivande, ma risulta più pesante da digerire.

Oggi si tende a consigliare di cuocere piccole quantità di cibo in modo più veloce, e di riscaldarle al momento di servirle. Una cottura breve rischia meno di alterare l’equilibrio organolettico dei cibi. Infatti, gli alimenti che consumiamo sono all’origine solitamente controllati e sicuri dal punto di vista igienico, mentre in passato la lunga e lenta cottura facilitava l’eliminazione di eventuali batteri.

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