Sono sempre più numerose le famiglie (ma anche i single) che decidono di preparare il pane in casa. Perché questa scelta? Il primo motivo è che si preferisce scegliere personalmente le materie prime, puntando spesso su farine bio e miste. In secondo luogo, non è trascurabile il "fattore risparmio". Ma al di là di queste ragioni, si decide di preparare il pane in casa anche per rilassarsi. Impastare è un modo meraviglioso per riconquistare il relax perduto e sentirsi subito meglio!

E' difficile fare il pane in casa? No, a patto di seguire alcune regole d'oro della panificazione casalinga. Innanzitutto, è bene scegliere farine che rendano sia dal punto di vista dell'elasticità, sia dal lato della lievitazione. In tal senso, se la mettiamo sul piano della salute, è meglio optare per farine semi-integrali (come quella di tipo 2, davvero ottima per preparare pane, pizza e focaccia) unite a farine integre (di frumento, farro, kamut, grano saraceno).

Se invece si desidera preparare un pane "bianco", la farina manitoba e la farina di grano duro danno ottimi risultati. Altro ingrediente topico è il lievito. I più fortunati (e i più abili in cucina) spesso utilizzano il lievito madre fresco (conservato, curato e alimentato come fosse un bambino).

In alternativa, va bene anche il classico lievito di birra: meglio se fresco, in panetto, perché si miscela bene alla farina. Poi, occorrono acqua, un pizzico di sale, un pizzico di malto d'orzo, un po' di zucchero (o miele) e, per chi lo desidera, olio EVO e semi oleosi vari (girasole, zucca, papavero...).

Fare il pane passo per passo

  • Il primo step è la preparazione del lievito. Se si ha a disposizione il classico panetto di lievito di birra, attenzione alle dosi. Ne basta davvero poco per far lievitare bene il pane. Il lievito va sciolto in acqua calda, con aggiunta di un pizzico di zucchero o di un po' di miele (per nutrirlo).
  • A questo punto, si prende la farina e la si versa a montagnetta. Si fa un "buco" in cima alla montagna e si aggiunge, piano, piano, acqua a temperatura ambiente e lievito, avendo l'accortezza di impastare con lentezza ma con decisione. Si aggiunge, poi, il malto d'orzo ed eventualmente l'olio EVO (o il latte, se si desidera preparare tartine al latte). Il risultato finale deve essere una palla "elastica". La quantità di acqua necessaria si "sente" e va, dunque, calibrata secondo il tipo di farina utilizzata (e secondo la quantità).
  • Una volta formata la palla di pasta di pane, si lascia lievitare. Questa fase è importantissima. Basti pensare che, se un prodotto da forno è lievitato male o in modo insufficiente, quest'ultimo prosegue la lievitazione nel nostro stomaco, provocando fastidi vari tra cui colite e gonfiore. Anzi, spesso è proprio una scorretta lievitazione a far pensare a un'intolleranza al lievito. La lievitazione è migliore quanto più è lunga. Per ottenere un ottimo pane, occorrono dalle 6 alle 8 ore di lievitazione, vicino (ma non sopra) a una fonte di calore e coprendo la pasta di pane con un canovaccio. Ancora meglio se si usa a dovere il forno, per accelerare il processo di lievitazione. Come? Scaldando il forno per qualche minuto, spegnendolo e riponendo poi al suo interno la pasta a lievitare.
  • Terminata la lievitazione, si prepara il pane dandogli la forma desiderata. Dai bocconcini al classico filone, via libera alla fantasia. La cottura dipende sia dal tipo di forno (ovviamente quello a legna è il top) sia dalla grandezza dei panini.
  • Per chi ama sperimentare, si può aggiungere all'impasto anche qualche ingrediente speciale come: olive, pomodori secchi, noci, semi oleosi vari, curcuma, peperoncino, carbone vegetale.
Altri consigli